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CESA’ E GIO’ RAFFA ESPONGONO A MONTEVARCHI | Il Cenacolo degli Artisti Aretini

LOCANDINA MOSTRA CESA' E GIO'RAFFA A MONTEVARCHI Con grande piacere il Cenacolo degli Artisti Aretini invita a visitare la mostra dei due suoi amici e soci Cesare Dragoni (Cesà), con le sue creazioni armoniche tra materia e colori, insieme a Giorgio Raffaelli (Giò Raffa) ed i suoi “Pesci del Mar del Riciclo”,  presso la Galleria d’Arte Magiotti in Via Roma 43 a Montevarchi.

Nata dalla collaborazione del Cenacolo con l’Associazione Montevarchi Arte, questa mostra è la prima di una serie che, ci auguriamo, possano definitivamente sancire questo scambio culturale tra due associazioni che tanto hanno fatto per il proprio territorio.

L’inaugurazione della mostra è prevista per giovedì 10 aprile alle ore 10.00.

L’esposizione sarà visitabile fino al 21 aprile, tutti i giorni dalle 16.30 alle 19.30 , nei giorni festivi anche la mattina dalle 10.00 alle 13.00.

Cesare Dragoni (Cesà) coltiva da sempre una grande passione per il disegno e la pittura, accompagnata dalla propria capacità di realizzare artigianalmente una grande varietà di manufatti.

L’approccio iniziale di Dragoni alla pittura è quello “classico”, ad olio, con soggetti che vanno dal paesaggio alla natura morta. Dopo i primi esperimenti a pennello, si dedica, con risultati più incoraggianti, alla tecnica a spatola, trovandola più confacente alla propria ricerca di “matericità” ed ottenendo risultati artisticamente più validi.

Contemporaneamente si approccia a composizioni meno figurative e più simboliche, iniziando ad usare acrilico e fondi a gesso..

E’ la sua voglia di “corposità”, abbinata al proprio “vissuto” con molti materiali, da quelli prettamente dedicati alla realizzazione artistica a quelli nati per l’utilizzo industriale, che conduce Dragoni a numerose sperimentazioni dalle quali scaturiscono le ultime e più interessanti opere.

Dapprima le resine trasparenti, colate e spalmate su colori acrilici che Cesà utilizza  per animare superfici, ora con rappresentazioni quasi primordiali, molto evocative, ora con riposanti composizioni floreali.

Già negli ultimi lavori di questa serie di resine, si percepisce, chiara,  la volontà di superare la riproduzione figurativa classica e di perseguire un espressionismo più informale. Non possiamo  definire Dragoni propriamente un astrattista ma, con riferimenti vagamente figurativi, riesce ad esprimere visioni interiori possenti ed a trasmettere vibranti emozioni in chi osserva le sue “tavole” finite.

Le ultimissime opere realizzate con plastica combusta sono delle rivelazioni assolute!             Ispirate certamente ai lavori del Maestro Burri ma senza nessuna volontà di imitazione, confermano il grande piacere di Dragoni nello sperimentare nuove tecniche e nuovi materiali per soddisfare le proprie necessità espressive. Egli recupera comuni buste o involucri industriali ed inizia a lavorarle con il calore ed il fuoco. Istintiva scorre la sua mano sulla superficie plastica che si fora e si accartoccia, seguendo un percorso mentale solo in parte predisposto. La preparazione alla successiva colorazione è lenta e studiata. I risultati talvolta per lui non soddisfacenti, seppur bellissimi, inducono l’autore a ripetute revisioni e successivi interventi. Il suo lavoro risulta così in continua evoluzione.

Non conosco da molto Cesare Dragoni ma ho imparato ad apprezzare l’uomo e l’artista, rimanendo ogni volta colpito dalle sue opere e pensando alle infinite potenzialità che si presentano di fronte al suo futuro percorso artistico.   by Luca Fiorini

Giorgio Raffaelli – Recensione by Luca Fiorini

La Poesia si riesce a trovare, talvolta, nelle cose più impensate. Oggi l’ho chiaramente percepita nelle opere di Giò Raffa. E’ stato amore a prima vista per i suoi “pesci del Mar del Riciclo”.

Questi mi hanno in qualche modo evocato i pesci-robot dipinti da Sergio Poddighe, maestro di pittura “fantastica”, pur se lui seziona pesci per mostrarne i macchinari interni, o le magiche invenzioni di Hugo Cabret nel celebre film di Martin Scorzese.

Giorgio Raffaelli mi è parso come un poeta che compone le sue creature- pesce come sonetti…    Pezzi di legno trovati sul mare come dolci parole, fili di metallo e rivetti come congiunzioni, catene di bicicletta, pomelli, forchette, lastre di metallo, bottoni e cuscinetti a sfere come verbi ed avverbi che, mirabilmente uniti, giungono a formare versi poetici e belli.

Egli mostra capacità di visione, di sintesi e realizzative non troppo comuni da trovare.

Nelle sue opere sono infatti chiaramente riconoscibili molteplici doti, non solo artistiche:  innanzi tutto la grande passione che lo conduce ad un approfondito studio preliminare del soggetto; evidenti poi le notevoli capacità concettuali e di astrazione nell’individuazione dei materiali più disparati per riprodurre i particolari anatomici del soggetto stesso;  infine le capacità pittoriche ben dosate che vengono utilizzate per riavvicinare alla realtà gli elementi surreali fino ad allora composti… Ogni soggetto è verosimile e mostra un proprio carattere. Niente è lasciato al caso e niente è per di più.

La sensazione che resta dopo aver osservato da vicino le sue composizioni, è proprio quella di vedere queste creature, improvvisamente, divincolarsi e distaccarsi dalla tavola di legno in cui sono stati fissati per un lunghissimo istante, per tuffarsi di nuovo nelle fresche acque di quel “fantastico” mare che è l’ anima di GioRaffa.